venerdì 10 giugno 2016

23


Non si può avere paura del futuro finché si ha il coraggio di cambiare.




ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

mercoledì 1 giugno 2016

22


Ho rimandato per un po' lo scrivere qui, che ormai rimane il luogo dove lascio i pensieri che non voglio far vedere al mondo, al momento rappresentato da quasi tutte le persone che mi circondano e Facebook e compagnia bella.

Succedono molte cose, brutte, ma anche belle.
E ciò che mi lascia più sorpresa è che non le sento poi così tanto.
Non sento troppo male.
Non sento troppo bene.

Non ne ho voglia, non ne ho forza o forse semplicemente non sono più capace di sentire più COSI' TANTO le emozioni. Perché quando si chiude, si chiude, e non lo so quando riuscirò a riaprimi di nuovo totalmente.

Questa cosa mi spaventa e rassicura al contempo, ma non credo sia ancora tempo per lavorarci più di quanto non abbia fatto finora.
Ciò che mi preoccupa in questo momento è altro.

La sensazione, la cara vecchia sensazione, di sentirmi fuori posto.
Mi sono sempre sentita così, salvo rari periodi, rari momenti, solo che ogni tanto me lo dimentico, sono troppo presa da tutto ciò che faccio, o sono troppo stanca, e basta, vado avanti, e sono quel che sono.

Ma in realtà forse ora sento tutto questo più che mai perché ormai ho 25 anni e non ho nessun "posto".
Non sento più mia la casa dei miei genitori, non sento mia (se mai l'abbia sentita) la casa in affitto che condivido con le ragazze, non mi sento di sentire mia la casa di Gheri in cui trascorro parte del mio tempo.
Non ho più una casa.
Quando sono partita a 18 anni era perché quella casa mi stava troppo stretta e mi sentivo così sicura di quello che stavo facendo, del fatto che avrei trovato finalmente il mio posto, e forse per un po' è stato così. In realtà adesso è passato così tanto tempo e non so ancora dove sono.
Quando mi sento così mi ripeto che non ho bisogno di una "casa" perché Casa è ovunque, e Casa è il mio mondo, le persone a cui voglio bene e, soprattutto, me stessa.
Solo che credo che ci sia in me, come nella maggior parte degli esseri umani, quell'istinto primordiale di desiderare una propria tana in cui rifugiarsi quando fuori scende la notte, una caverna da dipingere con le dita sporche di terra rossa, un posto in cui accendere il fuoco e scaldarsi.
E io questo posto ancora non ce l'ho.

Ma anche volendomi aggrappare a luoghi immaginari non so bene come muovermi: non mi fido quasi più di nessuno, e anche con le pochissime persone di cui mi fido sento che c'è sempre qualcosa che manca, qualcosa che mi spinge spesso sulla difensiva, che mi spinge ad essere aggressiva o chiusa, e, se quando ero più giovane non sapevo che nome dare a tutto questo, adesso il nome ce l'ho, ma non è che mi rassicuri molto. So che ci vorrà tempo, e pazienza, e lavoro, e persone buone intorno a me se verranno, ma la realtà attuale è questa.
Soprattutto perché queste poche persone sono, in un modo o nell'altro, più lontane da me di quanto forse mi farebbe bene.

Non ho luoghi nemmeno nelle "piccole" certezze della vita: non ho uno stipendio, non so per quanto tempo ancora i miei potranno aiutarmi economicamente, non ho tempo e modo di trovare qualcosa di più stabile, perché il mio cammino attuale è come sempre sommerso di studio, di ogni tipo di studio, e ricerca, e mille cose, che non so a cosa mi serviranno, ma almeno mi dedico a ciò che amo.

Ripercorro le mie giornate e sono costituite solo da stanchezza o attività che, probabilmente, non vogliono dire nulla per il mondo in cui viviamo. E' vero, vogliono dire qualcosa per me, ma dove mi stanno portando?
So solo che sto camminando, e lo sto facendo al meglio, mettendoci tutto quello che ho attualmente, ma non so nemmeno se cammino su terra, su sabbia o su rocce. O su acqua.
Sono nel vuoto.


Non sono mai stata una persona particolarmente invidiosa o ambiziosa, ma forse sono arrivata in quell'età in cui mi guardo attorno e vedo persone che hanno completato gli studi, che lavorano in qualche modo su ciò che loro piace, che hanno una casa e le persone che amano vicino, e io mi chiedo davvero cosa ho sbagliato, cosa sto sbagliando, e se va bene essere dove sono ora, oppure no.

Mi ripeto sempre che ognuno ha la propria storia, i propri interessi, i propri fantasmi e le proprie gioie, ma è davvero giusto essere così tanto fuori posto?
Non so nemmeno se sia giusto chiedermelo, ma d'altronde so già che nessuno può darmi queste risposte.

L'unica cosa di cui ho la percezione è che tutto questo sta ribollendo in me, e mi graffia da dentro, insieme a tutti i vecchi mostri che ancora non sono riuscita a domare, insieme alle cose brutte che accadono e per cui non ho voglia di versare lacrime perché sono così stanca, perché non fa bene alle persone che ho vicino e perché se mi permetto di vacillare adesso io non so davvero dove andrò a finire.
Ma forse, visto che già non so dove mi trovo, potrei anche lasciarmi cadere.

Non mi sento di sapere più niente.




ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

giovedì 14 aprile 2016

21

Non credo negli Oroscopi, ma trovo carino quello di Internazionale. L'ho appena letto e ho deciso di conservarlo postandolo qui:
"Adyashanti è il filosofo che trovo più stimolante. Una dose della sua folle saggezza è proprio quello di cui hai bisogno in questo momento. “Diventiamo tutto quello a cui resistiamo”, dice. “Se resistiamo alla rabbia, siamo sempre arrabbiati. Se resistiamo alla tristezza, siamo sempre tristi. Se resistiamo alla sofferenza, siamo sempre sofferenti. Se resistiamo alla confusione, siamo sempre confusi. Pensiamo di opporre resistenza a certi stati d’animo perché esistono, ma in realtà esistono perché noi gli resistiamo”. Ti va di riflettere sul consiglio di Adyashanti, Bilancia? Spero di sì, perché per dissipare almeno una parte dei sentimenti pericolosi che ultimamente ti stanno tormentando l’unica cosa da fare è smettere di resistere!"

E' proprio quello che sto cercando di fare da un po' di tempo, e penso, piano piano, di star riuscendo.
Accettare: me stessa, tutto quello che provo; il mondo esterno, tutto quello che accade. Accettare che non posso controllare tutto, nè dentro di me, nè fuori di me.

E lavare via tutte le sensazioni negative che ancora mi attanagliano.
Riuscirò in tutto.




ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

domenica 13 marzo 2016

20


Ho passato tutta la mia vita finora a desiderare di non perdere nulla.
In particolare i miei ricordi: ogni volta che mi rendo conto di aver perso una nozione o una memoria ben nitida di una persona, mi sento pervadere dall'angoscia.

Ma adesso sono nel momento in cui comprendo che è altrettanto indispensabile dimenticare.
Lasciare che certe cose cadano nell'oblio.
Desiderare che lo facciano.

Ed è questo che sto facendo con tutte le mie forze: desiderare che certi ricordi smettano di essere così forti in me.
Non credo di aver affrontato niente di altrettanto difficile.


La frase che porto nella firma di questo blog è con me da tantissimi anni, dalla prima volta che la lessi, sulle Cronache del Mondo Emerso. Ma chissà in quanti altri l'hanno pensata o scritta.
E' un pensiero che mi ha sempre incoraggiato: anche le cose peggiori possono cambiare dentro la nostra testa, così come anche le cose migliori possono mutare volto e divenire agghiaccianti. E' un'arma a doppio taglio, ma così come sono cosciente del dolore che reca, vorrei divenirlo altrettanto per il bene che potrebbe portarmi l'oblio.
Che cerco e non trovo, ancora.



ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

giovedì 28 gennaio 2016

19


Non credo che le mie notti siano fatte per dormire.
Perché quando lo faccio, mi si palesano incubi.
Quando non lo faccio, almeno, succedono cose strane.



ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

giovedì 21 gennaio 2016

18


E forse la cosa che mi annienta di più è la paura di non poter tornare indietro.
La paura di affondare nuovamente con tutta me stessa in una passione con la consapevolezza che se essa si infrangesse io ne uscirei a frammenti.
La paura che una volta fatta una scelta, comunque vada, non sarò più la stessa di prima.
Sarò più rotta.

Eppure è questo che devo fare, immergermi e impegnarmi con ogni pezzettino di me.
E' incredibile come cose che prima erano semplici adesso mi sembrano impossibili.


I sogni non si infrangono, si tramutano in enormi massi che bloccano la strada da percorrere.



ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

martedì 5 gennaio 2016

17


Non ricordo da quanto tempo era che non piangevo tutto un viaggio in treno e tutta una notte per "qualcuno", perché sentivo forte il distacco.
Saranno passati quasi dieci anni.
Ma in fondo non mi addolora questa cosa di per sé.

Anzi, ho imparato qualcosa di nuovo.
L'adolescenza non finisce mai.
Semplicemente si evolve.



ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

domenica 3 gennaio 2016

16


Ho deciso di darmi tre principi da cercare di seguire ogni giorno, così che quando, ogni sera, arrivo a letto, saprò di aver dato il massimo per nutrire queste cose per me importanti. E saprò che, anche solo per quello, potrò essere soddisfatta di me.
E quando non ci riesco, bé, avrò una spinta in più per il giorno dopo.

1. Cercare di esternare sempre quello che provo.
2. Impegnarmi nello studio.
3. Allontanare i pensieri, le cose e le persone che mi fanno del male.

Svegliarmi e leggere ogni giorno il mio personale "credo" mi motiva e mi spinge a dare il meglio di me, o almeno spero sia sempre così.




ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

venerdì 1 gennaio 2016

2015


Gennaio
Capodanno con Valentina
Ancora Casa e Amuleti per farmi forza
Amici
Alessio M.
Ancora Perdite
Rabbia e Tristezza
Simone
Le Dorate
Helvetios - Eluveitie

Febbraio
Andrea
Continuare ad andare avanti, senza sosta
Concerto degli Eluveitie
Malessere
Riprendere ciò che avevo interrotto, con altri
Martina
Malattia
Ma iniziare il mio Viaggio
A Rose for Epona - Eluveitie

Marzo
Lentamente ripartire
Andare in Puglia
Alex
Sensazioni divergenti
Pedro
Liberarsi, finalmente.
Silenzio.

Aprile
Alessio O.
Una Pasqua insana, ma Felice
Sognare di nuovo un Futuro
Cercare di lasciare andare
E cercare di tornare a fare ciò che desidero
Il Mare, sempre
In the Aeroplane over the Sea - Neutral Milk Hotel

Maggio
Continuare ad aggrapparsi
Antichi Popoli
Inizio di una nuova avventura
Concerto dei Sonata Arctica a Bologna
Sentirsi feriti, in ogni caso
Farcela da sola
Wicked Game - HIM cover

Giugno
Sentire di avere degli Amici
Ma sentirsi ancora sola in mezzo ai ciechi
Non avere più timore del giudizio degli altri
La Notte del 14
Ancora profumo di Casa
#8 - Like a Paperplane

Luglio
Distacchi dolorosi
Ma andare avanti di prepotenza
Gheri
Vedere il mondo ribaltato, ma bello
Affrontare terribili paure
Non percepire fino in fondo
Ma sentirsi felice
Light, now - Like a Paperplane

Agosto
Il primo evento di Prosperity
Famiglia
Monti Aurunci, Insieme
Giorni magici
E subito dopo vedere crollare l'ultima vecchia certezza
Iniziare Mercantia
Riuscire nel Card Weaving
Svuotarmi l'anima
Vorrei - Marta sui Tubi

Settembre
10 anni, 1 amico
Tornare a Firenze, zoppicando
Capire che il distacco è arrivato su tutto
Ma non trovarsi sola
Compagnia del Drago Verde
Sentirsi inquiete, sempre
Iniziare a cercare lavoro
La Spesa - Marta sui Tubi

Ottobre
Festival del Medioevo
Prosperity alto in classifica!
Trovare la mia vita cambiata radicalmente
E non sapere come sia successo
Compleanno con Gheri
Andare avanti senza pensare
Concerto della Dave Matthews Band
Sentirsi forte e orgogliosa di me
Majistro Re
Lavorare al Lucca Comics
The Imperial March - Star Wars's soundtrack

Novembre
Sentirmi vacillare
Ma andare avanti
Corso di Formazione
Affrontare la paura, ogni giorno
Iniziare a sentire il Freddo
The Gathering of the Clouds - Anathema

Dicembre
Sentirmi perduta di nuovo
Bob a Firenze!
Andare avanti con la tessitura
Corso di cucito storico
Avere cura di ciò che amo
Proseguire con Mercantia
Star Wars, finalmente
Malattia, dentro e fuori
Dubbi su ogni cosa
Ma in cerca di risposte
Algir Togntale - Wardruna



Quest'anno sono arrivata un giorno in ritardo sul mio ricapitolo perché ho voluto godermi gli ultimi momenti del 2015 senza fiondarmi in ricordi spesso dolorosi.
Quando, come sempre, l'orologio ha scoccato la mezzanotte e uno, e io mi sono resa conto che il mio carico di malinconia era sempre lì, è sempre qui, e i dubbi che sento invadermi in questi giorni sono sempre qui, ho capito di aver fatto bene ad essermi ritagliata il giusto tempo per ricapitolare quest'anno difficile.
E' stato più doloroso, inaspettatamente, dell'ultima volta, forse perché le persone che se ne sono andate (per mio volere o non) sono tante, forse perché le ultime foglie della mia "vecchia vita" sono cadute solo da poco, forse perché non ho ancora capito di quale nuova pianta gettare i semi.
Il 2016 mi trova ancora rotta in più pezzi, ma non più in frammenti.
Mi trova piena di dubbi, ma con la consapevolezza che devo operare delle scelte per uscirne.
Mi trova spaventata, ma, come sempre, so che il coraggio è dentro di me.

Si comincia, ancora una volta.





ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

mercoledì 30 dicembre 2015

15

A volte bisogna attendere, a volte agire, a volte entrambe le cose insieme.
Ecco, credo di essere finalmente arrivata a questa fase.
Sono rimasta seduta in attesa per tanto tempo e ora sono stanca di aspettare.
Sono io che mi sono costretta, inconsciamente, a farlo perché non ce la facevo più a fare.

A credere. In qualcosa, in qualcuno.
Ma alla fine non devo credere in niente al di fuori di me.

Devo scegliere.
In ogni campo.
Forse per alcune cose ci vorrà tempo, forse comunque dovrò mantenere del buon senso.

L'importante è iniziare.
A volte basta la parola giusta per capire, e sono felice di avere ogni volta qualcuno che riesce a trovarla.

Ora tocca, ancora una volta, a me, alla mia forza di volontà, alle mie scelte.

Lentamente e con impegno, forse con altra sofferenza, arriverò.
Non so dove, ma l'importante è camminare.






ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.