giovedì 28 gennaio 2016

19


Non credo che le mie notti siano fatte per dormire.
Perché quando lo faccio, mi si palesano incubi.
Quando non lo faccio, almeno, succedono cose strane.



ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

giovedì 21 gennaio 2016

18


E forse la cosa che mi annienta di più è la paura di non poter tornare indietro.
La paura di affondare nuovamente con tutta me stessa in una passione con la consapevolezza che se essa si infrangesse io ne uscirei a frammenti.
La paura che una volta fatta una scelta, comunque vada, non sarò più la stessa di prima.
Sarò più rotta.

Eppure è questo che devo fare, immergermi e impegnarmi con ogni pezzettino di me.
E' incredibile come cose che prima erano semplici adesso mi sembrano impossibili.


I sogni non si infrangono, si tramutano in enormi massi che bloccano la strada da percorrere.



ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

martedì 5 gennaio 2016

17


Non ricordo da quanto tempo era che non piangevo tutto un viaggio in treno e tutta una notte per "qualcuno", perché sentivo forte il distacco.
Saranno passati quasi dieci anni.
Ma in fondo non mi addolora questa cosa di per sé.

Anzi, ho imparato qualcosa di nuovo.
L'adolescenza non finisce mai.
Semplicemente si evolve.



ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

domenica 3 gennaio 2016

16


Ho deciso di darmi tre principi da cercare di seguire ogni giorno, così che quando, ogni sera, arrivo a letto, saprò di aver dato il massimo per nutrire queste cose per me importanti. E saprò che, anche solo per quello, potrò essere soddisfatta di me.
E quando non ci riesco, bé, avrò una spinta in più per il giorno dopo.

1. Cercare di esternare sempre quello che provo.
2. Impegnarmi nello studio.
3. Allontanare i pensieri, le cose e le persone che mi fanno del male.

Svegliarmi e leggere ogni giorno il mio personale "credo" mi motiva e mi spinge a dare il meglio di me, o almeno spero sia sempre così.




ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

venerdì 1 gennaio 2016

2015


Gennaio
Capodanno con Valentina
Ancora Casa e Amuleti per farmi forza
Amici
Alessio M.
Ancora Perdite
Rabbia e Tristezza
Simone
Le Dorate
Helvetios - Eluveitie

Febbraio
Andrea
Continuare ad andare avanti, senza sosta
Concerto degli Eluveitie
Malessere
Riprendere ciò che avevo interrotto, con altri
Martina
Malattia
Ma iniziare il mio Viaggio
A Rose for Epona - Eluveitie

Marzo
Lentamente ripartire
Andare in Puglia
Alex
Sensazioni divergenti
Pedro
Liberarsi, finalmente.
Silenzio.

Aprile
Alessio O.
Una Pasqua insana, ma Felice
Sognare di nuovo un Futuro
Cercare di lasciare andare
E cercare di tornare a fare ciò che desidero
Il Mare, sempre
In the Aeroplane over the Sea - Neutral Milk Hotel

Maggio
Continuare ad aggrapparsi
Antichi Popoli
Inizio di una nuova avventura
Concerto dei Sonata Arctica a Bologna
Sentirsi feriti, in ogni caso
Farcela da sola
Wicked Game - HIM cover

Giugno
Sentire di avere degli Amici
Ma sentirsi ancora sola in mezzo ai ciechi
Non avere più timore del giudizio degli altri
La Notte del 14
Ancora profumo di Casa
#8 - Like a Paperplane

Luglio
Distacchi dolorosi
Ma andare avanti di prepotenza
Gheri
Vedere il mondo ribaltato, ma bello
Affrontare terribili paure
Non percepire fino in fondo
Ma sentirsi felice
Light, now - Like a Paperplane

Agosto
Il primo evento di Prosperity
Famiglia
Monti Aurunci, Insieme
Giorni magici
E subito dopo vedere crollare l'ultima vecchia certezza
Iniziare Mercantia
Riuscire nel Card Weaving
Svuotarmi l'anima
Vorrei - Marta sui Tubi

Settembre
10 anni, 1 amico
Tornare a Firenze, zoppicando
Capire che il distacco è arrivato su tutto
Ma non trovarsi sola
Compagnia del Drago Verde
Sentirsi inquiete, sempre
Iniziare a cercare lavoro
La Spesa - Marta sui Tubi

Ottobre
Festival del Medioevo
Prosperity alto in classifica!
Trovare la mia vita cambiata radicalmente
E non sapere come sia successo
Compleanno con Gheri
Andare avanti senza pensare
Concerto della Dave Matthews Band
Sentirsi forte e orgogliosa di me
Majistro Re
Lavorare al Lucca Comics
The Imperial March - Star Wars's soundtrack

Novembre
Sentirmi vacillare
Ma andare avanti
Corso di Formazione
Affrontare la paura, ogni giorno
Iniziare a sentire il Freddo
The Gathering of the Clouds - Anathema

Dicembre
Sentirmi perduta di nuovo
Bob a Firenze!
Andare avanti con la tessitura
Corso di cucito storico
Avere cura di ciò che amo
Proseguire con Mercantia
Star Wars, finalmente
Malattia, dentro e fuori
Dubbi su ogni cosa
Ma in cerca di risposte
Algir Togntale - Wardruna



Quest'anno sono arrivata un giorno in ritardo sul mio ricapitolo perché ho voluto godermi gli ultimi momenti del 2015 senza fiondarmi in ricordi spesso dolorosi.
Quando, come sempre, l'orologio ha scoccato la mezzanotte e uno, e io mi sono resa conto che il mio carico di malinconia era sempre lì, è sempre qui, e i dubbi che sento invadermi in questi giorni sono sempre qui, ho capito di aver fatto bene ad essermi ritagliata il giusto tempo per ricapitolare quest'anno difficile.
E' stato più doloroso, inaspettatamente, dell'ultima volta, forse perché le persone che se ne sono andate (per mio volere o non) sono tante, forse perché le ultime foglie della mia "vecchia vita" sono cadute solo da poco, forse perché non ho ancora capito di quale nuova pianta gettare i semi.
Il 2016 mi trova ancora rotta in più pezzi, ma non più in frammenti.
Mi trova piena di dubbi, ma con la consapevolezza che devo operare delle scelte per uscirne.
Mi trova spaventata, ma, come sempre, so che il coraggio è dentro di me.

Si comincia, ancora una volta.





ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

mercoledì 30 dicembre 2015

15

A volte bisogna attendere, a volte agire, a volte entrambe le cose insieme.
Ecco, credo di essere finalmente arrivata a questa fase.
Sono rimasta seduta in attesa per tanto tempo e ora sono stanca di aspettare.
Sono io che mi sono costretta, inconsciamente, a farlo perché non ce la facevo più a fare.

A credere. In qualcosa, in qualcuno.
Ma alla fine non devo credere in niente al di fuori di me.

Devo scegliere.
In ogni campo.
Forse per alcune cose ci vorrà tempo, forse comunque dovrò mantenere del buon senso.

L'importante è iniziare.
A volte basta la parola giusta per capire, e sono felice di avere ogni volta qualcuno che riesce a trovarla.

Ora tocca, ancora una volta, a me, alla mia forza di volontà, alle mie scelte.

Lentamente e con impegno, forse con altra sofferenza, arriverò.
Non so dove, ma l'importante è camminare.






ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

lunedì 28 dicembre 2015

14

Forse tornare a casa mi serve proprio a questo.
A staccare da quella che ormai è la mia vita altrove e a riuscire a fare un punto della situazione.
Forse questo punto della situazione mi mette così inconsciamente ansia che finisce per spappolarmi la salute, o forse no, è il viaggio, il cambio di clima, l'inverno e tutte quelle cose che i medici mi dicono.

Rientrare in camera mia e trovarla spoglia lì per lì mi ha stranito, ma un istante dopo mi ero già abituata a quelle pareti nude: mi fanno stare meglio, niente più occhi che mi scrutano, che di ricordi ce ne sono già abbastanza.

E' incredibile come quello che mi dicevano da piccola (e che tutt'ora mi dicono a volte) "goditi questa età e non ti fare i problemi, che i problemi della vita sono altri e arriveranno dopo" sia maledettamente vero.
Ho trascorso l'infanzia sentendomi sola, l'adolescenza sentendomi a pezzi e la giovinezza la sto trascorrendo a pormi problemi che un po' mi sono stati imposti e un po' non riesco a smaltirli io come dovrei.
Il "bello" è che quando mi sentivo sola, credevo finisse il mondo; quando mi sentivo a pezzi, credevo finisse il mondo; e ora che mi trovo davanti a una situazione che mi sembra una matassa aggrovigliatissima, credo più che mai che il mondo potrebbe finire.

Per quanto io abbia una psicologa che mi dia consigli, amici con problemi molto simili con cui confidarmi, tante persone che mi vogliono molto bene, io davvero, in alcuni momenti (fortunatamente più rari rispetto ad un anno fa), penso che tutto si risolverebbe se io dovessi sparire.
Il fatto è che ormai sono abbastanza lucida e logica per capire da sola che non è una strada che percorrerei mai, almeno nelle mie condizioni attuali.
Per cui, c'è una sola alternativa: vivere.
Il problema è: come?

Non sono mai stata sicura di niente nella vita, in ogni momento in cui mi chiedessero del mio futuro erano pochi i pilastri certi che vedevo, e non ci sono più da mesi ormai.
E il modo in cui sono crollati, non mi sta dando possibilità di edificare più nulla sopra, che non sia me stessa.
Questo è giusto perché avevo dato per certo cose che non dipendevano da me, altre persone e i rapporti che avevo con essi. E invece l'unica certezza che posso avere nella vita sono solo e soltanto io, perché tutti gli altri, tutto il resto, può sempre cambiare e sparire senza che io possa fare nulla.
Il fatto è che non so come immaginarmi e, a quanto pare, per quanto cerchi di sfuggire alle leggi di questo mondo folle, è necessario che io lo faccia.
I miei genitori non ci saranno per sempre e non voglio essere di peso neanche un po' per nessun'altra persona.
Mi da gli incubi farlo anche solo per poco, ci ho provato e non posso davvero.
D'altro canto il lavoro in Italia al momento non si trova, soprattutto con il mio livello di studio, e la laurea la vorrei prendere ormai con calma solo per mio sfizio personale, perché di sicuro non mi aiuta nel trovare lavoro.
Andare all'estero al momento è impensabile visto le mie condizioni di inglese e di salute e le uniche cose su cui mi sento di impegnarmi visto che non riesco a fare altro è piccolo artigianato che non so che sbocco a lungo termine potrà darmi.
Non posso più permettermi l'affitto a Firenze e l'idea di cercare una nuova casa, nuovi coinquilini per provare a trovare qualcosa a meno, mi fa venire la nausea. Ho già raggiunto quell'età in cui non sopporto più gli studenti (nonostante io per prima lo sia) e se le mie coinquiline attuali sono persone tranquille, gli altri in genere lo sono poco.
Ho tante ipotesi che mi si palesano in testa: restare a Firenze? Traslocare? Andare dove? Tornare in Calabria? Cambiare di nuovo regione? Per fare cosa? E ognuna ha pro e contro, e ognuna è un salto nel vuoto, soprattutto a livello emotivo.
Ho trascorso così tanti anni a rendere certe le mie relazioni (sentimentali o di amicizia che fossero) che ora che ormai so che non è così, non riesco più a farlo e questo mi destabilizza moltissimo.
Nel mio futuro non vedo niente.

E nel frattempo quello che era il mio passato, con tutte le persone che non ci sono più (o che rispuntano di tanto in tanto e io non so che farmene), con tutte le cose brutte che sono accadute, mi tormentano: ogni notte faccio incubi, ogni giorno ho ricordi che emergono anche nei momenti più impensabili.
Dovrei sfogare di più quello che sento, ma poi come spiego a chi ho intorno per chi piango? Per cosa urlo? Per quale motivo soffro?
Ormai è tutto così mischiato, che non lo so più nemmeno io.
E' solo un'enorme massa di dolore che se ne sta in fondo alla pancia e ogni tanto trova il modo di uscire in qualche spiacevole modo, e ogni tanto gli concedo io di uscire per stare meglio.

Mi sento perduta e so che l'unica persona che può aiutarmi sono io.
Ma non so come farlo.

Forse sono davvero troppo debole o pigra per fare qualcosa di buono nella mia vita.
Ma ogni volta che avanzo questa ipotesi, il mio orgoglio mi prende a cazzotti e mi dice che non è così.
Solo che le prove che ho a riguardo, non mi aiutano nella "vita di ogni giorno".
Vorrei potermi dimostrare che ce la faccio da sola, che se domani prendessi e andassi a vivere su una collina da eremita, ce la farei.
In realtà, non è così, per mille motivi.
Potrei continuare a farmi aiutare fin quando non cammino da sola... Ma se quel giorno non dovesse arrivare mai e io mi trovassi da sola all'improvviso?
Anche se mi pesa non essere autosufficiente sotto quasi ogni punto di vista, la verità è che ancora devo accettare questa condizione.
Vorrei, almeno, trovare un cammino da seguire, se non quello giusto per me, uno qualsiasi.
Ma al momento non vedo strade, solo nebbia.

Ho ancora così tanto da imparare e mi sento così stanca.




ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

martedì 10 novembre 2015

13

Ci sono momenti in cui non mi sento presente.
Momenti in cui non ho la totale percezione di me, momenti in cui sono così profondamente che, paradossalmente, non sono più.
Finisco col perdermi dolorosamente dentro la mia testa, o scompaio inglobata dal battere del mio cuore. A volte è così difficile districarmi da me stessa che finisco con lo spegnermi: mi immobilizzo, cammino senza senso, fisso troppo a lungo i passanti inquietandoli.
Altre volte desidero ardentemente uscire da quella che diviene la mia gabbia, così forte che, pur respirando affannosamente, cerco di aggrapparmi a qualcosa di assolutamente reale, il mio riflesso sullo specchio, il suono alto della mia voce, qualcosa di caldo, qualcosa di freddo, qualcosa che faccia male.
A volte ci riesco, riesco a scappare, altre volte no. Altre volte mi rassegno alla mia ingombrante presenza e mi accarezzo fin quando il tempo non riprende a scorrere normalmente.
Accarezzarsi.
Sentire la propria pelle.
Sentire le proprie unghie conficcarsi nei palmi.
Sentire dolore.
Sentire sollievo.
Sentire.

Sono più rari i momenti in cui finisco per essere sommersa da me stessa, ma le onde mi cullano senza affogarmi. Sono quei momenti in cui la marea viene più dall'esterno che dall'interno, e di solito è generata da sguardi gentili, da forti abbracci, dall'aver udito un respiro familiare.
Talvolta mi capita anche quando sono sola, quando mi basta un ricordo vivido per sentire un grosso spillo infilzarmi il petto: ma non sento male, sento bene.
Sento l'orizzonte distendersi, i cieli farsi tersi, il mare calmarsi.
Sento gli occhi riempirsi, le mani vibrare, il respiro divenire silenzioso.
Sento la vita scorrere un po' più forte sotto la mia pelle e farsi liquida, liscia, vellutata.

Io sento. E, in ogni caso, non mi fa più paura.


Perché ho il cuore tinto sempre del colore dei suoi occhi.







ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

giovedì 8 ottobre 2015

W3


I nostri desideri fanno rumore./3

Crepitano, a volte, come legna verde messa a bruciare.
Sottilmente, appena appena percettibili, emettono quel suono: un richiamo pieno di terrore, della consapevolezza di essere stati dimenticati, o quantomeno di essere stati lasciati indietro.

Piano piano prendono fuoco e si consumano a vuoto, e portano con loro la rabbia dell'incertezza, le lacrime del non essere ascoltati, il sentore di essere in frantumi, ma senza cadere mai.


Poi, inevitabilmente, divampano.
E mentre muoiono, mentre diventano cenere, il nostro stesso respiro si fa turbinoso vento e li sparge, e loro scorrono sotto la pelle, si perdono fino alla punta delle dita, e noi tutti bruciamo, noi tutti crepitiamo, noi tutti riluciamo come tizzoni, un istante prima di spegnerci.



I nostri desideri crepitano e bisogna abbandonarsi alle fiamme per sentire fin dentro alle vene il loro calore.






ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.

venerdì 18 settembre 2015

12


Ci sono notti in cui bisogna restare svegli.
 
Perché si sono perdute troppe cose e non si possono recuperare.
Perché il tempo è trascorso e nessuno se ne è accorto.
Perché è cambiato tutto così velocemente che mi è scivolato dalle dita.
 
Alcune ferite non si rimargineranno mai.
Ma, ormai lo so, sorrido ad ogni crosta che si forma sui tagli.
E sorrido anche ad ogni nuovo taglio.
 
Le cicatrici non mi hanno mai fatto paura.
E poi al buio nessuno può vederle.
 



ArHaL
Il tempo cambia il volto delle cose, anche dei ricordi.